Giornata Mondiale per i Rifugiati
21.06.2010
In occasione di questa celebrazione ... prendiamo in considerazione una tendenza preoccupante: la diminuzione del numero di rifugiati che sono in grado di tornare a casa.
Rispetto al 2005, quando più di un milione di persone ha volontariamente fatto ritorno al paese d'origine, lo scorso anno il numero è sceso a 250mila, il più basso degli ultimi venti anni. Ciò è imputabile alla prolungata instabilità in Afghanistan, Repubblica Democratica del Congo e Sudan meridionale.
Il tema della celebrazione di quest'anno, "Casa", evidenzia la condizione di quei 15 milioni di rifugiati in tutto il mondo, di cui più di tre quarti nei paesi in via di sviluppo, che sono stati sradicati dalle loro case a causa di conflitti o persecuzioni.
Oggi per molti rifugiati, urbanizzazione veloce significa che la casa non è un campo affollato e gestito da un'organizzazione umanitaria internazionale, ma un riparo di fortuna alla periferia di una città in un paese in via di sviluppo.
Mentre queste città continuano a sperimentare una crescita straordinaria, i rifugiati ne rappresentano i residenti più vulnerabili. Essi devono infatti lottare per ottenere i servizi più elementari: igiene, salute ed educazione. L'impatto della crisi globale economica e finanziaria non ha fatto altro che accrescere la minaccia della marginalizzazione e della privazione.
Noi che facciamo parte della comunità umanitaria dobbiamo adattare le nostre politiche a questi bisogni in continuo cambiamento. Ciò significa lavorare a stretto contatto con i governi in modo da fornire prestazioni e intensificare gli sforzi per risolvere i conflitti, affinché i rifugiati possano tornare alle loro case.
Nella Giornata Mondiale per i Rifugiati, riaffermiamo dunque l'importanza della solidarietà e della necessità che la comunità internazionale condivida questo fardello. I rifugiati sono stati privati delle loro case, ma non devono essere privati del loro futuro.
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