Bambini in cerca d'identità
13.07.2010
Moltiplicate, in ben 32 paesi, le iniziative di solidarietà e gli interventi per dare un volto e un futuro ai cosiddetti bambini "invisibili", secondo quanto è rivelato da un articolo di Nina Lakhani, giornalista dell' "Independent on Sunday". Forse, non tutti sanno che 40 milioni di bambini nel mondo non esistono ufficialmente perché privi, fin dalla nascita, di un'identità legale.
In paesi come l'Asia, l'Africa e l'America Latina, infatti, il novanta per cento dei neonati non sono registrati e "51 milioni di bambini vengono al mondo senza anagrafe". Alcuni sono orfani di guerra, altri mancano di documenti perché la famiglia decide di distruggere ogni indizio anagrafico al fine di sfuggire alle persecuzioni dei regimi dittatoriali. In Cambogia, per esempio a causa del regime di Pol Pot, fino al 2005, il 96 per cento della popolazione non aveva documenti regolari come carta d'identità o passaporto.
La povertà, l'analfabetismo, l'inadeguatezza dei sistemi di registrazione e l'incompetenza del personale, tra le cause. I bambini "invisibili", come sono stati definiti, diventano vittime di violenza e abbandono, costretti dai cosiddetti "signori della guerra" ad arruolarsi tra le file dei bambini soldato o avviati alla prostituzione da gente senza scrupoli. È un "infanzia che non si vede, ma rende". La registrazione della nascita non è un elemento da sottovalutare, perché - come ricorda Nina Lakhani - "un bambino ignoto diventa un adulto senza diritti".
Dare un'identità ai bambini è una priorità. Essa impedisce il traffico illegale dei minori e ostacola l'attuazione di misure disumanizzanti nei confronti delle fasce più deboli. Il documento di riconoscimento permette il ricongiungimento alle famiglie in caso di smarrimento. Un ragazzo sprovvisto di documenti, per esempio, rischia di essere processato come fosse un adulto e, persino condannato a pene severe. Il suo futuro sarà compromesso nei diritti fondamentali come lavorare, votare, pagare le tasse, o usufruire di servizi sociali di base quali l'istruzione e l'assistenza sanitaria. L'atto formale della registrazione alla nascita anche se per molti scontato, è uno strumento necessario per "garantire un'esistenza ufficiale a tutti".
Riconoscere questo diritto e impegnarsi per realizzarlo, è segno di progresso e sensibilità sociale.
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