S. Pedro Charchà
31.08.2010
Il Centro di Formazione, N.S. del Rosario presso l'Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice di S. Pedro Charchà in Guatemala, è coinvolto in attività di sostegno scolastico, supporto costante alle famiglie in difficoltà, prevenzione del disagio giovanile durante il processo di crescita e attività promozionali in favore della gioventù più povera. Accoglie bambini in difficoltà e accompagna le varie fasi d'apprendimento scolastico e lo sviluppo di capacità e competenze. In un paese dove l'accesso e soprattutto la permanenza nel settore dell'educazione è limitata, a causa dell'enorme disuguaglianza economica, sociale, politica e linguistica che lo caratterizza, è necessario un progetto educativo personalizzato con attività e interventi specifici.
Le lezioni - fa sapere Sr. Evelyn Arango, responsabile della comunità delle suore salesiane - proseguono con regolarità, alcuni bambini hanno già finito il primo anno di studi e si preparano ad affrontare gli esami per l'accesso al ciclo successivo. Tutti denotano diligenza e buona volontà e s'industriano per migliore la propria condizione e quella della famiglia dalla quale provengono.
Particolare cura ed attenzione viene data alla formazione dei ragazzi secondo la ricchezza del Sistema Preventivo. Lodevole l'impegno di tutto il personale al fine di garantire un cammino educativo globale che rispetti la vita d'ogni individuo e educhi al senso di responsabilità. Tutti, infatti, lavorano con dedizione e spirito di sacrificio per favorire ogni impegno d'autonomia da parte dei ragazzi e riconoscere il loro bisogno d'essere accolti, ascoltati ed amati.
Il Centro svolge anche un programma di sicurezza alimentare, un importante strumento a carattere umanitario. Secondo una relazione dello scorso marzo, il Guatemale registra il più alto tasso di denutrizione di tutta l'America Latina. Una prolungata carestia, abbattutasi nel paese lo scorso anno, ha causato ad oltre il 75% delle famiglie, la perdita dei raccolti di mais e fagioli, i due elementi base della dieta alimentare della popolazione guatemalteca. Secondo alcuni dati diffusi dal Relatore Speciale delle Nazioni Unite per il Diritto all'alimentazione Olivier De Schutter, "l'undici per cento dei bambini al di sotto i cinque anni soffre di denutrizione, il 50% dei neonati si trova in una situazione di malnutrizione cronica e circa 400mila famiglie sono a rischio malnutrizione". La tempesta tropicale "Agata", abbattutasi nel paese lo scorso maggio, ha portato morte e distruzione, soprattutto in Guatemala. Le coltivazioni dei campi sono state distrutte e così le speranze della gente che vive principalmente d'agricoltura.
Il VIDES-ITALIA sostiene la popolazione guatemalteca che vuole una trasformazione radicale e permanente della realtà e ringrazia di cuore coloro che contribuiscono a dare una mano a tanti bambini in difficoltà. Una piccola porzione di Chiesa che si fa presenza visibile d'amore fra gli uomini! È un invito a sensibilizzare tanti altri perché il bene si diffonda e sia contagioso. Il Vaticano II ricorda che «Le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini d'oggi, dei poveri soprattutto e di quelli che soffrono, sono pure le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce dei discepoli di Cristo, e nulla vi è di genuinamente umano che non trovi eco nel loro cuore» (Gaudium et Spes n. 1).
È fondamentale, quindi non privare nessuno del sostegno di cui ha bisogno per - come ha ricordato Benedetto XVI: «arrivare a dare una risposta concreta a questi nostri fratelli in umanità, (e) la prima sfida da vincere è quella della solidarietà: solidarietà fra le generazioni, solidarietà fra le Nazioni e tra i Continenti che generi una sempre più equa condivisione delle risorse della terra fra tutti gli uomini».


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