"Il Sogno di una Nazione tra attese e speranze"
20.01.2011Sudan
Il referendum del 9 gennaio 2011 ha vista una netta vittoria del si per l'indipendenza da Khartoum e, si spera, anche la fine di decenni di guerra civile tra i mussulmani del nord e i ribelli cristiani e animisti del sud. Le consultazioni referendarie per la secessione della regione meridionale con 10 milioni di abitanti, sono state definite "credibili e ben organizzate" dalla Missione di Osservazione Elettorale dell'Unione Europea (Eu Eom). La responsabile, Veronicque De Keyser, ha invitato le autorità di Khartoum a rispettare l'esito delle votazioni, salvaguardando i diritti dei cittadini. Il 14 febbraio sarà reso noto il conteggio definitivo, mentre a partire dal 9 luglio, dopo la scadenza dell'accordo di pace (Comprehensive Peace Agreement, Cpa), firmato tra Nord e Sud nel 2005, l'ufficializzazione dell'indipendenza. Nel frattempo il Sudan dovrà affrontare alcune questioni delicate come la doppia cittadinanza dei sudanesi del sud sfollati al Nord, (nel nord Sudan vivono, infatti, circa 500.000 sudanesi del sud), la definizione della nuova frontiera, la condivisione delle ricchezze petrolifere e la separazione dal Nord di tre regioni.
Sempre attento ai bisogni delle fasce più deboli e con sguardo lungimirante, il VIDES-ITALIA segue con particolare interesse e apprensione questa importante svolta storica del paese. Già presente nella realtà territoriale, con una serie di progetti di sviluppo in favore di chi non riesce a vedere alcuna prospettiva per sé e per gli altri, il VIDES ha contribuito alla creazione di un'adeguata rete di strutture igieniche e alla preparazione di personale qualificato, quali infermiere e operatori sanitari, in un paese dove l'accessibilità ai servizi sanitari è molto limitata. Un bellissimo esempio di solidarietà concreta per un paese, troppo spesso considerato solo come una riserva da sfruttare! Il Sud, infatti, manca di tutto, di strade, di ospedali, di case, di scuole, ma continua ad essere una "regione sempre più contesa" per il petrolio che giace sotto il suo suolo. Assicurare il diritto all'istruzione, curare la formazione permanente dei giovani sudanesi e tutelare la salute della popolazione, specialmente dei più piccoli e delle loro madri, rappresenta ancora oggi una priorità. Le Figlie di Maria Ausiliatrice, presenti a Khartoum dal 1989 e in perfetta sintonia con lo spirito e le finalità dell'associazione, non hanno mai smesso di dare supporto morale e concreto alla gente, nonostante l'instabilità politica ed economica del paese. Costruire prospettive per il futuro dei giovani, in un paese particolarmente fragile, rappresenta uno dei punti forza dell' opera educativa salesiana. Il centro giovanile dispone di un laboratorio di taglio e cucito per le giovani donne di Khartoum che possono finalmente imparare un mestiere e di un oratorio giornaliero, con un'ampia gamma di attività: giochi, sport e laboratori. In perfetta sintonia con la creatività giovanile, le suore mettono in atto uno sforzo combinato per formulare iniziative finalizzate all'inserimento attivo nella vita della comunità e per impartire un'educazione di qualità. Disponibile anche un programma di alimentazione per bambini denutriti, con la prospettiva di dare una risposta efficace ai bisogni immediati di un paese estremamente povero.
Un piccolo dispensario per la distribuzione di medicinali e spicciole cure mediche, è in grado di accogliere le famiglie del territorio, per lo più numerose e prive di assistenza. Oltre alle cure fisiche, anche tanto affetto e vicinanza. Insegnare alla gente come utilizzare al meglio le risorse umane e i materiali a disposizione potrà servire, anche se in parte, a risolvere uno dei tanti problemi che attanagliano un paese sull'orlo del collasso.
Nel lontano 28 agosto 1963, Martin Luther King pronunciava il suo famoso discorso davanti al Lincoln Memorial di Washington e durante il quale pronunciò più volte la fatidica frase "I have a dream" ("Io ho un sogno") che alludeva ad un sogno di libertà, ad un tempo in cui ogni uomo poteva, finalmente essere riconosciuto uguale ad ogni altro.
La gente qui non ha mai smesso di sognare, nonostante la pace sia ancora oggi minacciata da una serie di problemi reali, quali i confini, il petrolio e le risorse economiche. Siamo in tanti a sperare in una separazione indolore che allontani, una volta per tutte, lo spettro della guerra. Ci auguriamo che il sogno di una vita serena e dignitosa si avveri per questa terra meravigliosa e culla di popoli straordinari.
"Io ho un sogno che dico a voi oggi, anche se siamo di fronte alla difficoltà di oggi e di domani, ho ancora un sogno. E un sogno profondamente radicato ... sogno che un giorno questa nazione si leverà in piedi e vivrà fino in fondo il senso delle sue convinzioni". (Martin Luther King)




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