"Tavola Rotonda: Dinamiche, Ostacoli e Prospettive dell'Immigrazione"
04.03.2011VIDES VENETO
Lo slogan: "Insieme si può", ha trovato una concreta realizzazione nell'incontro che si è tenuto domenica 6 febbraio con alcuni rappresentanti delle comunità immigrate di Padova e con i membri del VIDES (ma non solo), per comprendere quali strategie, quali proposte e quali soluzioni adottare in vista di un futuro più dignitoso per gli immigrati. Temi dell'incontro: le dinamiche dell'immigrazione, le motivazioni e gli immaginari dell'Italia all'estero, quali sono gli ostacoli che può incontrare uno straniero che arriva in Italia e quali prospettive occupazionali e di inserimento il territorio può offrire. Si è sottolineata la necessità di attivare anche possibili strategie di condivisione, di comprensione reciproca e di collaborazione, al fine di garantire un incontro reale e costruttivo con i soggetti coinvolti. I volontari VIDES hanno invitato i rappresentanti delle comunità immigrate a dare la propria testimonianza di vita e di impegno sociale sul territorio. Alla tavola rotonda la dott.ssa Jozette Saidi, originaria della Repubblica Democratica del Congo e rappresentante della Comunità Africana anglofona, ha detto di aver compreso il significato profondo della parola 'libertà' e 'democrazia', solo dopo il suo arrivo in Italia, dove è venuta per studiare medicina. Ora, come medico e membro dell'Associazione Ebene, lavora per aiutare la comunità africana e quella di accoglienza a superare le diffidenze e i pregiudizi che impediscono una reale integrazione sociale.
A rappresentare la Comunità Africana Anglofona c'era Mr. Ferdinand Obiapuna, originario della Nigeria, che nella sua relazione ha elencato le motivazioni che spingono le persone a migrare dall'Africa all'Europa: la ricerca di un lavoro stabile, il ricongiungimento con i familiari, il desiderio di migliorare le proprie condizioni di vita, il sogno di studiare presso un'università prestigiosa. C'è anche chi si sposta per amore o perchè vittima di persone senza scrupoli.
La Sign.ra Regina Caldogno, rappresentante della Comunità Brasiliana, si è soffermata invece, sul potere che certe immagini dell'Europa e dell'Italia hanno sulla gente del posto. Ma la realtà delle cose, più delle volte è alquanto difficile e tornare indietro quasi impossibile. Le nuove condizioni di vita sono, per alcuni aspetti, peggiori ed estremanente precarie. Le promesse di una casa o di un lavoro stabile, da parte di chi organizza i trasferimenti e lo fa facendosi pagare profumatamente, non trovano alcun riscontro nella vita reale. E' compito della comunità brasiliana, dunque, far conoscere agli aspiranti migranti le possibilità concrete che l'Italia può offrire, allo scopo di prevenire gravi disagi, sia a livello personale che comunitario.
Diversa sembra, invece, la dinamica dell'immigrazione filippina, come racconta la Sign.ra Maritè. Gli aspiranti migranti spesso si appoggiano esclusivamente sull'aiuto di parenti o amici già residenti nel nostro paese e saranno loro stessi a cercare un lavoro e un alloggio adeguato. In molti casi, il motivo principale del trasferimento è il desiderio di uno stipendio fisso e più dignitoso.
Motivi sociali ed economici sona alla base della migrazione dalla Romania, come riferisce Elena Matei, rappresentante della stessa comunità rumena. Purtroppo, sono molte le donne che cadono nella rete della prostituzione e il loro sogno spesso si trasforma in una sorte di incubo da cui è difficile svegliarsi.
In India la situazione è invece diversa, secondo la testimonianza di Suor Annie Francis. La mancanza di adeguate strutture scolastiche e sanitarie, insieme al fenomeno della sovrappopolazione, costringe molti indiani a lasciare il proprio paese. Inoltre, per un popolo molto religioso come quello indiano, la libertà di culto garantita in Italia rappresenta un motivo in più per emigrare. Suor Annie Francis spiega pure che le persone specializzate o in possesso di un titolo di studio, spesso vanno in altri paesi per sfuggire al fenomeno della disoccupazione in Italia e al fatto che l'inglese non sia la lingua più parlata.
Gli aspetti che più accomunano queste storie di migrazione sono la speranza di dare una svolta di qualità al proprio destino e il distacco dagli affetti più cari. Lo sforzo delle comunità immigrate è di prevenire atti spiacevoli o criminosi che possano, in qualche modo, compromettere o peggiorare l'immaginario degli italiani nei confronti dei migranti, immaginario già fortemente condizionato dalle notizie diffuse dai mass media. Le comunità locali s'impegnano perché siano conosciute e rispettate le leggi vigenti italiane al fine di consentire ai nuovi arrivati di fare le scelte giuste. A preoccupare, anche il futuro dei figli dei migranti per via dei pregiudizi che spesso accompagnano l'integrazione sociale. Il fatto di essere nati in Italia non sempre garantisce ai più giovani il diritto ad ottenere la cittadinanza italiana e, una volta maggiorenni, se decidono di rimanere, dovranno avere un permesso di soggiorno che regolarizzi la loro presenza sul territorio italiano.
Molti sono stati gli interventi e le riflessioni emerse durante questa tavola rotonda: il problema della precarietà, l'impegno comune di lottare per gli stessi diritti, l'urgenza di lavorare in sinergia per affrontare il fenomeno delle migrazioni, la necessità di creare occasioni di incontro e di condivisione, il ruolo fondamentale delle associazioni, il ruolo cardine della Diocesi di Padova e della comunità padovana di accogliere le varie comunità senza alcuna distinzione di razza o religione.
Ancora molte le cose che come comunità avremmo voluto dirci - fanno sapere i volontari, purtroppo il tempo a disposizione non lo ha permesso. Qualcuno ha anche proposto una tavola rotonda con la partecipazione degli immigrati per un maggiore e proficuo scambio di idee e opinioni. C'impegneremo molto - hanno assicurato i promotori dell'evento - perchè la nostra proposta si concretizzi nell'immediato futuro. Intanto, siamo davvero contenti perchè questa giornata ci ha dato tanto come comunità e soprattutto come persone impegnate nel sociale.
Tweet



