"In Giappone la Forza Vincente dell'Ecumenismo Solidale"

26.03.2011

Partecipazione collettiva e profondo sentire per i cari fratelli giapponesi dopo gli effetti devastanti del terremoto e dello Tsunami, al largo delle coste nord-orientali del paese e ancor oggi alle prese con il pericolo delle radiazioni nucleari, uno dei problemi che più agita la mente degli sfollati, bisognosi di assistenza materiale ma anche psicologica. Sendai, Sapporo, Saitama e Tokyo, tra le città più colpite.

Benedetto XVI, ha espresso la sua vicinanza alle vittime, ai familiari e a tutti coloro "che soffrono a causa di questi tremendi eventi. Incoraggio - ha detto - quanti, con encomiabile prontezza, si stanno impegnando per portare aiuto".
"In questa tragedia, uno degli aspetti più commoventi è lo slancio di solidarietà che manifestano i giovani giapponesi": è quanto spiega in un colloquio con l'Agenzia Fides il Salesiano giapponese Padre Yasutaka Muramatsu, Segretario provinciale dell'Ispettoria salesiana intitolata a San Francesco Saverio.
P. Muramatsu, che si dedica alla pastorale giovanile e segue gruppi di giovani, racconta che "i giovani, cristiani e non cristiani, si sono mobilitati, vorrebbero recarsi subito nelle aree colpite, per mettere a servizio delle vittime le loro energie e il loro entusiasmo, per aiutare, dare un sorriso restituire un po' di speranza. E' davvero commovente vedere come bruciano d'amore verso il prossimo. E' una lezione per tutti noi educatori".
Anche le Figlie di Maria Ausiliatrice vivono con trepidazione questi giorni davvero terribili per "un disastro potenzialmente catastrofico" come l'ha definito il presidente Usa, Barack Obama. È una vera emergenza umanitaria - hanno detto le salesiane - momenti dolorosi e carichi di tensione per la popolazione giapponese che stenta a tornare alla normalità. Si cerca di intensificare il corridoio di aiuti umanitari, di creare spazi di forte solidarietà, di allestire luoghi di accoglienza per le famiglie colpite dal cataclisma e soprattutto per i bambini e gli orfani che hanno bisogno di un supporto psicologico che li aiuti ad affrontare lo shock subito. Gli alunni che frequentano le nostre scuole e le loro famiglie, verso le quali il destino sembra aver usato più clemenza, subito dopo l'abbattersi della tragedia - fa sapere Suor Maria Gambarato, segretaria ispettoriale dell'ispettoria nipponica - si sono mobilitati per raggiungere: giovani, donne, uomini, vecchi e bambini rimasti bloccati a causa dell'interruzione dei trasporti e ospitati in luoghi di emergenza. Sono stati distribuiti generi alimentari e di prima necessità, acqua, coperte. Personale specializzato come medici, infermieri e psicologi offrono continua assistenza ai feriti. I giovani volontari aiutano la gente stremata e disorientata a rimuovere le abitazioni dal fango per renderle di nuovo abitabili e la gente sembra apprezzare questi gesti di concreta solidarietà.
Il popolo giapponese - continua la suora salesiana - possiede una ferma volontà di reagire e una buona dose di dignità di fronte al dolore. Ha una tranquillità d'animo che ispira fiducia e infonde coraggio anche in momenti drammatici come questi.
Suor Miyazawa Naoko Maria scrive dalla città di Ofunato dove, la situazione è ancora critica. Qui non esistono più strade ma solo cumuli di macerie mentre il mare continua a restituire i suoi morti. La gente tenta di tornare alla normalità, i negozi di generi alimentari hanno riaperto ma si compra a fatica per via dei prezzi che sono lievitati. Diverse ONG asiatiche - fa sapere ancora Suor Maria hanno cominciato a portare i primi soccorsi tra le popolazioni di Sendai e Fukushima insieme con molti missionari filippini e numerosi laici volontari. Anche nella zona di Saitama è stato organizzato un team di emergenza per raggiungere le zone più colpite. Le suore salesiane in collaborazione con le scuole cattoliche, le Ong locali e gli istituti sono entrati subito in attività iniziando raccolte per le fasce più deboli della popolazione, Sono state allestite "aree sicure" per i bambini, dove possono giocare e divertirsi mentre i genitori partecipano alla fase di organizzazione degli aiuti e dell'assistenza d'emergenza. Le parrocchie delle diocesi di Sendai, epicentro del sisma e del conseguente tsunami, Saitama e Niigata hanno trasformato i lori locali in veri e propri "campi profughi" per accogliere i senza tetto. Si lavora insieme - fa sapere la suora salesiana - per coordinare le forze dei soccorsi, in un'area non solo geograficamente estesa e con esigenze enormi, ma con una realtà complessa e difficile da gestire. Le comunità religiose presenti sul luogo hanno aperto canali di scambio d'informazioni, pianificato obiettivi e strategie d'interventi servendosi anche dei social network come Facebook che - osserva Padre Muramatsu - diventano strumenti per alimentare la comunione. Si continua a lavorare nelle scuole, nella pastorale giovanile "restando vicini, in tutti i modi e condividendo la sorte del popolo giapponese, provato dalla tragedia". Un forte senso di ecclesialità e senso umanitario è alla base dei nostri interventi e guida le nostre scelte. E' stata registrata una mobilitazione generale di tutti i fedeli cristiani giapponesi, di tutte le Chiese e denominazioni, uniti dallo stesso amore per far fronte all'emergenza. Com'è stato riferito da alcune fonti di Fides: "Vi è l'intenzione di profondere uno sforzo unitario di solidarietà, per dare un segno visibile dell'amore al prossimo, che Cristo ci ha insegnato". A Sendai in un incontro di emergenza, i Vescovi giapponesi si sono riuniti mercoledì 16 marzo per stabilire le strategie da seguire, per "aiutare la nazione a rialzare gli occhi al Cielo, e a tenere viva la fiamma della speranza". Intendiamo - assicurano le Figlie di Maria Ausiliatrice - insieme a tutti i gruppi e comunità della Chiesa locale assicurare il nostro sostegno materiale ma soprattutto morale alla gente per tutto il tempo dell'emergenza, offrire una testimonianza di amore capace di consolare, di dare speranza e di mostrare vicinanza alla gente che in questo momento soffre.
Sopravvivere è stata la prima reazione della popolazione, tornare a vivere deve essere, ora l'obiettivo principale da perseguire insieme.

 






 
 
           

Microprogetti



Sostegno a distanza



Newsletter

Lascia la tua email ed iscriviti alla nostra newsletter. Riceverai periodicamente notizie sulle nostre attività e sui nuovi progetti