"Costa d'Avorio: "Un Foyer per Sorridere al Futuro"

17.04.2011

VIDES AGAPE

Ancora drammatica la situazione nel Nord della Costa d'Avorio fino alla capitale Abidjan sempre più isolata e priva di servizi fondamentali, a causa degli scontri legati alla vicenda di Laurent Gbagbo che dopo le elezioni presidenziali ha continuato a esercitare il potere illegittimamente, e più volte ha attaccato la residenza del presidente eletto Alassane Ouattara. Negli scontri più di 1.000 civili sono stati uccisi, 536 civili nella sola città di Duekouè, mentre 110.000 profughi sono già fuggiti dalla Costa d'Avorio in Liberia e concentrati nella regione di Nimba e di Grand Gedeh, nella parte est del paese. La gente è sconvolta per le violenze subite e per i continui saccheggi che ancora oggi seminano morte e terrore tra la popolazione.

Le Figlie di Maria Ausiliatrice, costantemente impegnate in varie opere educative a favore della gioventù povera e abbandonata e, presenti in ben tre comunità dell'ispettoria ivoriana: "Madre di Dio", hanno dovuto lasciare la casa di Duékoué, nella parte Ovest del paese in seguito ai disordini che compromettono la sicurezza e la stabilità economica del paese. Le suore salesiane continuano, però la loro missione educativa tra la gente del quartiere Koumassi, alla periferia della Capitale economica Abidjan.

A questo proposito, merita una speciale menzione, il VIDES Agape che da anni porta avanti un impegno solidaristico nei confronti dei Paesi in Via di Sviluppo, attraverso iniziative di sensibilizzazione e raccolta fondi. Le sinergie create con l'amministrazione locale e le altre associazioni presenti sul territorio, hanno permesso la realizzazione di eventi molto partecipati. Sono state organizzate, infatti, numerose iniziative di sensibilizzazione, informazione e raccolta fondi per la missione stessa, sia a Nizza Monferrato che nei paesi limitrofi.

Degni di riconoscimento, da parte di coloro che realizzano interventi di cooperazione allo sviluppo, sono l'amicizia e il sostegno che il VIDES Agape nutre per la Costa d'Avorio, grazie anche all'impegno di Suor Rosanna Gatto Monticone, missionaria astigiana che per anni ha lavorato ad Abidjan. Grazie a lei, nel 2001 alcune volontarie di Nizza scelgono di fare esperienza di volontariato presso il Village Marie Dominique, nel quartiere delle bidonvilles di Koumassi-Ramblais, periferia di Abidjan, dove le suore salesiane ancora oggi si adoperano per il sostegno delle fasce più deboli della popolazione, quali donne e minori, in particolare per le bambine di strade. Il villaggio accoglie circa 400.000 persone sia ivoriane che proveniente dai paesi limitrofi, concentrati in sei bidonvilles. Con il co-finanziamento dalla Regione Piemonte e grazie all'aiuto di molti Amici, si è reso concreto il progetto "Un Foyer per Sorridere al Futuro", che ha permesso la realizzazione di una casa-rifugio per 15 ragazze di strada che hanno già fatto un cammino di recupero e vogliono inserirsi gradualmente nel tessuto sociale attraverso un lavoro che le renderà autonome.

Oggi, con il Progetto "Azione, Sviluppo per i Sapori" e l'implementazione di corsi professionali, il VIDES Agape intende aiutare queste ragazze ad apprendere un mestiere che contribuirà a cambiare in meglio la loro vita. Da una lettura della realtà socio-economica e delle richieste del mondo del lavoro, emerge la necessità di una maggiore specializzazione nel campo della ristorazione, in particolare nel settore della cucina internazionale e della gelateria. Aumenta la domanda di mano d'opera dalle strutture alberghiere della Capitale economica della Costa d'Avorio e  perciò l'esigenza di  preparare personale specializzato e all'altezza dei servizi professionali più richiesti.

Il VIDES Agape considera di grande importanza, vista la situazione del quartiere in cui il Centre Marie Dominique si trova, che si sviluppino contenuti inerenti alla conservazione degli alimenti, l'educazione alla sostenibilità, il riciclaggio e l'igiene,   in un contesto dove l'acqua potabile e l'energia elettrica, fondamentali per la lavorazione e la conservazione degli alimenti scarseggiano e per la presenza di "baracche"  costruite su starti sedimentali di rifiuti.

Un grazie davvero speciale a chi sostiene l'opportunità di uno spazio fraterno in cui vivere e lavorare, un luogo sicuro per lo sviluppo e il consolidamento di competenze specifiche. Un voler dar vita a quella particolare alchimia che nasce e prende forma quando le persone condividono lo stesso sogno e gli stessi ideali e si distinguono nell'impegno comune di difendere la propria identità storica e culturale. E' una partecipazione sentita e voluta quella del popolo ivoriano,  che affronta il dolore e il senso di smarrimento attraverso la 'convivialità' di una sofferenza comunicata, partecipata e condivisa e persino accolta e vissuta  con coraggio e intensa umanità.

 






 
 
           

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