“Il Papa della Gente e fra la Gente”
28.04.2011Beatificazione di Giovanni Paolo II
"Papa della gente e fra la gente": così lo definisce il mondo intero che oggi gioisce per la sua beatificazione, come prova di quell'amore e profonda stima che tutti, indistintamente nutrono per questo grande araldo dell'umanità.
Giovanni Paolo II ha lasciato nel cuore di ogni uomo, un segno profondo e indelebile, grazie a quella grande capacità comunicativa che trascinava le folle e a quel profondo fascino che la sua umiltà e semplicità sapevano sprigionare. Una personalità poliedrica che ha vissuto fino in fondo la radicalità del Vangelo, da lui proclamato con forza e passione e, senza mai cedere al compromesso.
Fu lui a portare la fede in oltre centotrenta nazioni, ad entrare per la prima volta in una sinagoga, a chiedere pubblicamente perdono all'umanità per le mancanze commesse dalla chiesa, a coinvolgere tanti giovani da lui riconosciuti "come costruttori di un mondo più umano".
Fu lui ad amare l'uomo in maniera unica e incondizionata, a mettersi a servizio di tutte quelle persone che ha incontrato nel corso del suo lungo pontificato.
Fu lui ad riappropriarsi delle piazze che divennero il luogo privilegiato degli incontri con la gente: "Io non vado ad incontrare le folle - aveva detto più volte - ma le singole persone". Sapeva entrare nella vita degli altri, intuendo quel legame misterioso e profondo tra fede e ragione.
Tutti indistintamente occupavano un posto speciale nel suo cuore di Padre e Pastore della Chiesa: "Dai bambini agli anziani, agli ammalati; dai giovani agli adulti; dai potenti ai più poveri, dagli sportivi ai cantanti, ai religiosi". I suoi interventi erano proposte semplici e mai imposizioni, erano un tendere la mano a quanti cercavano la verità. "Lasciate ogni persona - aveva detto nel corso del suo pontificato - libertà di esprimere la propria fede religiosa". "Il paradiso non è dei cristiani ma dei giusti".
Con il contributo prezioso di ben quattordici encicliche caratterizzate da un linguaggio semplice ma accessibile a tutti, ha dato una svolta decisiva all'insegnamento della Chiesa. Tutti, infatti, ricordano il suo appello di fede e speranza: "Aprite, anzi spalancate le porte a Cristo", rivolto alla gente comune, ai Capi di Stato e ai tutti i governanti della terra.
La verità, come ha ricordato il suo successore Benedetto XVI, è garanzia di quella libertà che appartiene all'uomo, in quanto creata ad immagine e somiglianza divina e incoraggiava a non aver mai paura di proclamarla nella vita di tutti i giorni.
Giovanni Paolo II invitava a guardare sempre ad orizzonti di speranza, a spazzare via la rassegnazione e a testimoniare l'amore per ogni uomo, perchè è solo amando - egli stesso aveva detto - che spingeremo gli altri ad amare.
Non ha mai smesso di ricordare che "la politica è l'uso del potere legittimo per il raggiungimento del bene comune della società". Ha sempre condannato le ingiustizie e lo sfruttamento, esaltando la dignità dell'uomo e il suo diritto al lavoro.
''L'unica cosa non comunicabile della vita umana è la falsità''. E ''i gesti di Wojtyla esprimevano sempre verità, non erano mai enigmatici. Non c'era nulla di posticcio o di preparato. Erano genuini. Autentici''.
Egli non ha neanche avuto paura di mostrare i segni visibili della sua sofferenza che ha voluto, invece sfidare con grande coraggio e tenacia anche quando era stremato nel corpo e nello spirito.
Vogliamo concludere con il ricordo commosso del presidente del Senato, Renato Schifani: "Il lungo pontificato di Karol Wojtya ha coinciso con un'epoca di trasformazioni senza precedenti nel campo politico, economico e sociale. Giovanni Paolo II ha saputo affrontare con determinazione il cambiamento e al tempo stesso esserne guida autorevole. La stima e l'affetto che lo circondano, anche da parte di chi non crede, attestano la sua forza e straordinaria capacità di parlare all'umanità intera. Come italiani, nel 150 anniversario dell'Unita' d'Italia, ricordiamo la speciale predilezione per il nostro Paese, le sue Istituzioni e il nostro Parlamento, da Lui visitato, primo Pontefice nella storia. I valori da lui testimoniati di pace, solidarietà, coesione, concordia ci richiamano alle nostre responsabilità di cittadini, di uomini e donne impegnati al servizio dell'Italia''.
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