"Egoismi e speculazioni alimentari: causa della fame nel mondo"
04.07.2011Appello del Papa alla Fao
L'appello a riflettere sulle cause della "povertà, il sottosviluppo e quindi la fame" e l'esortazione perché venga arrestata la speculazione internazionale sulle materie prime sono i temi del discorso che Benedetto XVI ha rivolto ai partecipanti alla trentasettesima Conferenza della Fao.
Le cause della crisi economica che investe la comunità mondiale nei suoi aspetti economici e sociali - ha ricordato il papa - non si limita "ai livelli di produzione, alla crescente domanda di alimenti o alla volatilità dei prezzi: fattori che, sebbene importanti, rischino di far leggere il dramma della fame in chiave esclusivamente tecnica", ma vanno ricercate in quelle forme di egoismo di cui l'uomo è responsabile e che "si manifestano nel suo agire sociale, negli scambi economici, nelle condizioni di mercato, nel mancato accesso al cibo e si traducono nella negazione del diritto primario di ogni persona a nutrirsi e quindi ad essere libero dalla fame".
Il papa ha anche sottolineato che "l'alimentazione è una condizione che tocca il fondamentale diritto alla vita" e non può essere oggetto di speculazioni o tesa al profitto di pochi o basarsi su un sistema finanziario privo di "regole certe e povero di principi morali".
La situazione internazionale, estremamente influenzata dall'instabilità economica e dal continuo aumento dei prezzi, richiede - ha sottolineato il pontefice -"ogni sforzo per concorrere ad eliminare la povertà". Il problema - ha aggiunto il Pontefice non sta nella scarsità di cibo che "secondo la Fao e autorevoli esperti, è in grado di sfamare la popolazione mondiale" ma nel "cuore dell'uomo". Occorrerà, dunque creare a livello mondiale un sistema di coordinamento delle riserve di cibo per affrontare le crisi alimentari che uccidono decine di milioni di persone e votano altre centinaia di milioni alla fame e alla povertà.
Benedetto XVI ha voluto ricordare le condizioni disumane di milioni di bambini che ancora oggi vanno incontro ad una morte precoce e il cui sviluppo fisico e psichico è spesso compromesso da forme di sfruttamento, in cambio di ‘un minimo di nutrimento".
La dimensione umana deve costituire la cartina di tornasole di ogni iniziativa internazionale che deve dire 'no' ad ogni forma di chiusura e a scelte individuali "fatte passare come interessi generali". Occorrerà garantire, dunque un'alimentazione che risponda ai veri bisogni della persona nella "sua vera dimensione di creatura fatta a somiglianza di Dio".
Necessari interventi concreti e risposte unitarie che promuovano una cultura della "solidarietà, "essenziale per ogni azione politica e strategia, così da rendere l'attività internazionale e le sue regole altrettanti strumenti di effettivo servizio all'intera famiglia umana ed in particolare agli ultimi".
La sicurezza alimentare ha sottolineato il papa - deve formare i giovani al lavoro agricolo e privilegiare il nucleo familiare e il ruolo che il modello dell'azienda familiare rurale ha nell'economia del paese al fine di garantire la produzione agricola come trasmissione da padre in figlio, non solo delle tecniche di coltivazione o della conservazione o distribuzione degli alimenti ma soprattutto come "modi di vivere, dei principi educativi, della cultura, della religiosità, della concezione della sacralità della persona in tutte le sue fasi dell'esistenza" e che riconosce il ruolo essenziale della donna.
Per sconfiggere la fame nel mondo è importante anche lavorare insieme per ostacolare ogni forma di sfruttamento delle risorse naturali e la corsa sfrenata al "consumo e allo spreco", al fine di "promuovere un uso partecipato dei beni della Creazione, obiettivo - ha concluso Benedetto XVI - che l'attività multilaterale e le regole internazionali possono certamente concorrere a realizzare".




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