“Giornata Internazionale per la Commemorazione del Commercio degli Schiavi e della sua abolizione”

23.08.2011

Ricorrenze Internazionali

La "Giornata Internazionale per la Commemorazione del Commercio degli Schiavi e della sua abolizione" da poco celebrata, commemora la rivolta avvenuta sull'isola di Santo Domingo (oggi divisa tra Haiti e Repubblica Dominicana), la notte tra il 22 e il 23 agosto 1791 e guidata da Toussaint Louvertoure, il primo generale maggiore di colore. La sommossa "vide il sorgere della rivolta che avrebbe giocato un ruolo essenziale nell'abolizione della tratta transatlantica degli schiavi".
Scopo di questa "Giornata": fare memoria della tragedia della tratta transatlantica e, in conformità col proposito del progetto interculturale "the slave rout", valutare le cause storiche, le modalità e le conseguenze di questa tragedia in Africa, Europa, America e Caraibi.
Inizialmente, solo un piccolo numeri di Stati, tra i quali Haiti (23 agosto 1998) e Goree in Senegal (23 agosto 1999) commemoravano l'evento della tratta degli schiavi e della sua abolizione, ma il Direttore Generale dell'Unesco Koichiro Matsuura ha sottolineato che "istituzionalizzare la memoria, impedire l'oblio, richiamare il ricordo di una tragedia lungamente occultata o sconosciuta e restituirle la collocazione che deve essere la sua nella coscienza degli uomini, è, in effetti, rispondere al nostro dovere di memoria " è coinvolgere non solo i ministri della Cultura di tutti gli Stati Membri ma l'intera popolazione dei rispettivi Paesi e in particolare i giovani, gli educatori, gli artisti e gli intellettuali.
In successione, la "Giornata" ha avuto origine da alcuni atti. Primo tra tutti, la "Convenzione delle Nazioni Unite per la soppressione del traffico di persone e dello sfruttamento della prostituzione altrui", approvata dall'Assemblea generale il 2 dicembre 1949, entrata in vigore il 21 marzo 1950, e recepita dall'Italia ai sensi della Legge 23 novembre 1966, n. 1173, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 7 gennaio 1967 n. 5.
"Vi è il rischio - è stato detto - che questa giornata della memoria, voluta dall'UNESCO, per ricordare una tragedia dell'umanità, trascorra in sordina, in questo periodo estivo e alle prese con questioni nazionali e internazionali di grande rilievo.
E' bene invece sottolineare come questo esercizio di memoria sia fondamentale, non solo per richiamare un dramma a lungo occultato o sconosciuto, ma per ricordare a noi e alle giovani generazioni come l'uomo può essere crudele e come l'economia mondiale e i luoghi dove essa si è sviluppata affondino le loro radici sullo sfruttamento e sulla tratta degli esseri umani".
Infatti, nonostante la Carta dei diritti dell'uomo all'articolo 5 vieti espressamente la tratta degli esseri umani, secondo alcune fonti europarlamentari, essa è ancora oggi particolarmente attiva, coinvolgendo ogni anno 700.000 persone. "A dicembre 2009, si parlava di 27 milioni di poveri, migranti e donne nel mondo vittime del fenomeno. A condurre questo traffico internazionale sono prevalentemente organizzazioni criminali transnazionali. Per questo l'Onu ha posto un'attenzione particolare al problema ed ha siglato una convenzione apposita. L'Anno internazionale per l'abolizione della schiavitù: nel 2002, l'Assemblea generale dell'Onu ha dichiarato il 2004 Anno internazionale di commemorazione della lotta contro lo schiavismo e per la sua abolizione".

"La tratta di schiavi attraverso l'oceano Atlantico - ha sottolineato Irina Bokova, Direttore Generale dell'Unesco, nel ricordo della tratta degli schiavi e della sua abolizione - è una delle violazioni dei diritti umani più estreme della storia. La durata, la portata e la vastità di tale pratica abominevole hanno portato alla sua condanna universale. La giornata internazionale per il ricordo della tratta degli schiavi e della sua abolizione è un'opportunità per riflettere ancora una volta su questa tragedia e pagare un tributo a coloro che si sono battuti per la sua abolizione in virtù di un riconoscimento universale dei diritti umani.
Quest'anno la commemorazione si carica di un'importanza speciale. Nel 2011 ricorre il decimo anniversario della conferenza mondiale contro il razzismo, discriminazione razziale, xenofobia e intolleranza che venne tenuta a Durban, dove la tratta degli schiavi fu considerata un crimine contro l'umanità.
Il 2011 è anche l'anno internazionale per le persone con discendenze africane. Questo rappresenta un'opportunità per esaminare gli effetti della tratta di schiavi, la cui deplorevole pratica ha in parte modellato la società moderna in tutte le regioni del mondo. Questa storia può anche dare nuova linfa alla nostra riflessione sulle nostre attuali società multiculturali e multi-etniche.
La storia della tratta degli schiavi dà un'idea unica riguardo i quasi quattro secoli di collegamenti e scambi tra popoli e culture. Ognuno di noi deve conoscere ed imparare da questo passato, come un passo necessario per la costruzione di un nuovo terreno comune. La gestione delle diversità culturali e la lotta contro pregiudizi e discriminazione razziale alzano la posta in gioco in un mondo globalizzato. Dieci anni dopo l'adozione della Dichiarazione Universale dell'UNESCO sulla Diversità Culturale, la nostra responsabilità collettiva è più grande che mai.
L'UNESCO gioca un ruolo di primo piano nel promuovere la comprensione e il riconoscimento di questa storia. Dalla creazione del progetto Slave Route nel 1994, l'UNESCO ha lavorato per rompere il silenzio sulla tratta degli schiavi e sulla pratica della schiavitù. L'UNESCO aiuta gli Stati nel sostegno alla ricerca, nell'arricchimento della propria storia nazionale e nel facilitare la condivisione dei ricordi.
In questa giornata della memoria, UNESCO lancia il concorso internazionale per la realizzazione di un memoriale permanete per le vittime della schiavitù e della tratta transatlantica degli schiavi che sarà costruito presso la sede centrale delle Nazioni Unite a New York. L'UNESCO è orgogliosa di partecipare a questa iniziativa lanciata dal Segretario Generale delle Nazioni Unite. Il memoriale simboleggerà e sancirà il riconoscimento universale della tragedia che non riguarda solamente gli africani o le persone di discendenza africana, ma l'umanità intera".

Questa celebrazione è un'occasione importante per capire le conseguenze storiche che la tratta degli schiavi ha generato nel mondo tra le diverse popolazioni coinvolte. Essa, oltre a distruggere la vita di milioni di esseri umani strappati dalle loro terre e costretti a vivere in condizioni davvero disumane ha anche generato "scambi culturali che hanno profondamente e durevolmente influenzato le morali e le credenze, le relazioni sociali e la conoscenza in diversi continenti". Si vuole"attraverso la divulgazione e l'ammissione del grande impatto culturale operato dalle vittime di questo crimine contro l'umanità, (...) contribuire alla decostruzione dei pregiudizi razziali e alla lotta contro le ideologie di odio e intolleranza, (...) promuovere un dialogo tra culture che sia rispettoso delle differenze e basato sui valori della tolleranza, uguaglianza e condivisione".
Una tragedia che non possiamo dimenticare e non possiamo più tollerare.

 






 
 
           

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