“Prezzi degli alimenti: dalla crisi alla stabilità”

25.10.2011

Prezzi alimentari ancora alti e volatili, ecco quanto si legge nel rapporto annuale: "The State of Food Insecurity in the World" (SOFI 2011), redatto congiuntamente dalle tre agenzie di Roma: la FAO, (l'Organizzazione ONU per l'alimentazione e l'agricoltura), l'IFAD (il Fondo Internazionale per lo sviluppo agricolo) ed il PAM (il Programma Alimentare Mondiale). Esso affronta i problemi e le cause principali della malnutrizione nel mondo e ribadisce l'esigenza di «agire subito e con forza per sradicare l'insicurezza alimentare del pianeta». Non basta raggiungere gli obiettivi di sviluppo del millennio per il 2015, - ribadisce il documento - occorre una strategia mirata e attenta dei sistemi alimentari, perché non dobbiamo dimenticare che nei paesi in via di sviluppo ci sono ancora «circa 600 milioni di persone sottonutrite». La pubblicazione si rivolge soprattutto ai responsabili delle nazioni, alle organizzazioni internazionali e alle istituzioni accademiche e a chiunque sia interessato al problema dell'insicurezza alimentare e allo sviluppo umano ed economico del mondo.
Le gravi conseguenze della crisi alimentare che ha colpito i piccoli paesi africani e, quella più recente nel Corno d'Africa, «mettono a rischio i nostri sforzi» - dichiarano i responsabili delle tre agenzie: Jacques Diouf della FAO, Kanayo F. Nwanze dell'IFAD e Josette Sheeran del PAM, nell'introduzione al rapporto.

Il documento invita i governi a promuovere e incrementare la produttività agricola, in «un contesto normativo trasparente e sicuro» che sia in grado di offrire ai mercati internazionali, un quadro reale e concreto della situazione. Occorre ridurre lo spreco di cibo nei paesi sviluppati attraverso un'adeguata informazione e l'assunzione di politiche e meccanismi commerciali appropriati. «Una gestione più sostenibile delle nostre risorse naturali, delle foreste e del patrimonio ittico - ribadisce il documento - è cruciale per la sicurezza alimentare dei più poveri».
Uno dei principali fattori dell'insicurezza alimentare che preoccupa l'intera comunità internazionale, è dunque la volatilità dei prezzi. «L'aumento dei consumi alimentari nelle economie in rapida ascesa, la crescita demografica e l'ulteriore espansione dei biocombustibili - si legge nel rapporto - pongono un'ulteriore pressione sul sistema alimentare». Lo stretto legame tra mercato agricolo e mercato energetico e i frequenti cambiamenti climatici estremi potranno determinare, nel prossimo decennio, l'aumento della volatilità dei prezzi che colpirà le fasce più deboli. Una strategia di isolamento e di restrizioni commerciali da parte di alcune grandi nazioni, al fine di proteggere i propri mercati alimentari, la speculazione finanziaria e «le dinamiche dei prezzi agricoli, imposte dalla globalizzazione del commercio», ha determinato un incremento dei prezzi e influito negativamente sui paesi che dipendono dalle importazioni e, di conseguenza soffrono una carenza di cibo. Un minor consumo di alimenti nutritivi generato dalla fluttuazione dei prezzi avrà sui bambini, durante i primi 100 giorni dal concepimento, conseguenze gravi per lo sviluppo delle loro capacità intellettive e sulla possibilità di un eventuale guadagno nell'immediato futuro. L'Africa è il continente più colpito esso, più di tutti, ha subito le 'distorsioni' dei mercati internazionali. Le famiglie, i piccoli agricoltori e i consumatori poveri dei centri urbani e i produttori di generi non alimentari delle zone rurali, sono le categorie più penalizzate. La popolazione in Africa consuma cibo senza produrne abbastanza, in quanto non può usufruire di una terra propria o avere accesso all'acqua. Il futuro dell'Africa e del mondo sta, dunque nel potenziamento e consolidamento dello sviluppo rurale attraverso sistemi di rilancio e ‘ammodernamento della piccola agricoltura'.
Secondo alcuni dati della Banca mondiale, tra il 2010 e il 2011, più di settanta milioni di persone vivono nella povertà estrema per l'aumento dei prezzi del cibo.

Il rapporto incoraggia gli investimenti pubblici e privati, attraverso ricerca e infrastrutture adeguate soprattutto nel settore agricolo, promuovendo i sistemi d'irrigazione, la gestione della terra e lo sviluppo di sementi di migliore qualità per migliorare la sicurezza alimentare a sostegno dei piccoli contadini, i principali produttori di cibo in molti paesi in via di sviluppo.
Il grosso degli investimenti agricoli da parte di privati dovrà «rispettare i diritti di tutti gli esistenti fruitori della terra e delle relative risorse naturali, avvantaggiare le comunità locali, promuovere la sicurezza alimentare e la sostenibilità ambientale, e contribuire all'adattamento ed alla mitigazione degli effetti del cambiamento climatico». Il rapporto si chiude invitando tutti i governanti ad avere come obiettivo quello di «elevare il profilo dell'agricoltura» con soluzioni mirate e a lungo termine perché a tutti sia garantita la sicurezza e il benessere alimentare.
Anche Benedetto XVI ha indicato il lavoro agricolo «obiettivo di ogni strategia di crescita e di sviluppo integrale» e ha condannato la «profonda divisione tra quanti mancano del quotidiano sostentamento e coloro che dispongono di ingenti risorse, usandole spesso per fini non alimentari o addirittura distruggendole». Il Papa si augura che ogni persona abbia «accesso alle risorse alimentari necessarie», «livello sufficiente di investimenti per il settore agricolo», al fine di «dare stabilità alla produzione e quindi al mercato».

Vedi Video






 
 
           

Microprogetti



Sostegno a distanza



Newsletter

Lascia la tua email ed iscriviti alla nostra newsletter. Riceverai periodicamente notizie sulle nostre attività e sui nuovi progetti