Suor Anna Grassi dalla Tailandia: un paese duramente provato
14.11.2011Le ultime inondazioni in Tailandia hanno costretto Suor Anna Grassi, responsabile SAD a rimandare la visita agli adottanti del Sud prevista dal 4 al 9 ottobre e in data ancora da destinare. Il servizio dei trasporti pubblici ha subito enormi ritardi, anche se finora treni e metropolitane hanno saputo affrontare l'emergenza.
La suora salesiana è riuscita, però ad incontrare i bambini e i genitori della zona Banpong, le alunne della Narivooth School, quelli della ferrovia e di alcuni dintorni.
Il momento è davvero grave - fa sapere Suor Anna e sono richiesti interventi immediati per sanare la situazione e venire incontro alla popolazione così duramente colpita. L'acqua ha, infatti, invaso l'intera città di Bangkok e, un terzo dei 50 distretti che formano la capitale, sono interamente o in parte invase dalle acque. La gente è costretta a muoversi sulle imbarcazioni per raggiungere i vari punti della città. Continua, dunque in molte aree di Bangkok, lo stato di allerta e le operazioni di evacuazione dei cittadini. Pompe sono state posizionate dalle autorità locali per garantire il deflusso delle acque ma secondo gli esperti, ci vorranno ancora due o tre settimane per abbassare i livelli nelle zone colpite dalle inondazioni. In vista di una seconda ondata di piena prevista fra il 10 e il 15 novembre, continua ad essere alta la soglia di attenzione da parte del governo.
C'è preoccupazione, soprattutto per la salute della popolazione per l'enorme cumulo di spazzatura che galleggia sulle acque di Bangkok e che costituisce una continua minaccia rischiando di innescare una vera e propria crisi idrica.
Ma nonostante le peggiori inondazioni, finora registrati negli ultimi cinquant'anni, Suor Anna e i volontari non si risparmiano mai abbastanza perché anche in una situazione così drammatica, la ‘quotidianità', lo studio e la formazione siano sempre una priorità. L'aspetto ludico e giocoso in ciò che i bambini fanno non deve essere trascurato e la preoccupazione degli educatori sarà quella di evitare inutili allarmismi che potrebbero turbare la serenità dei più giovani. Certamente non è facile, ma è sicuramente possibile - scrive Suor Anna - mantenere la calma di fronte ad un mare di fango e di fronte alla furia devastatrice dell'acqua che, in un attimo ha cancellato i sacrifici di una vita intera. E' importante, dunque dare un segnale forte di ottimismo per trasmettere fiducia nel futuro che li attende. Aiutare questa gente a ricominciare - continua la suora salesiana - significa essere solidali e profondamente vicini al loro dolore. Ricordando che, anche nel buio più fitto di una perdita, c'è sempre una luce che, d'improvviso squarcia le tenebre.
I bambini, con il loro costante sorriso e amore per la vita, ci aiutano a capire che come educatori abbiamo l'obbligo di dare protezione, istruzione e continua assistenza.
Sappiamo bene che la strada è tutta in salita - osserva suor Anna - ma abbiamo scelto di percorrerla con determinazione e coraggio per il bene di chi oggi soffre. L'amore sia sempre la linfa alla base della nostra salesianità e dei nostri sforzi quotidiani per affrontare questa emergenza e i rischi che ne derivano. Per questo contiamo su di voi, sul vostro quotidiano ricordo e sul rinnovato impegno in favore dei bambini e delle loro famiglie: lo scopo principale della nostra presenza e della nostra missione.
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