Giornata Mondiale dei Diritti Umani
09.12.2011
Il 10 dicembre di ogni anno, il mondo celebra la Giornata Mondiale dei Diritti Umani. Una data scelta per ricordare la proclamazione dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite della Dichiarazione universale dei diritti umani il 10 dicembre 1948.
Questo 63esimo anniversario è particolarmente significativo per gli eventi che lo hanno preceduto e per la svolta politica ed economica a cui hanno assistito milioni di persone, nel Nord Africa prima e nel Medio Oriente poi. In tanti i giovani che per la prima volta sono scesi in piazza per rivendicare i propri diritti e quelli della gente e per chiedere che finalmente venisse inaugurata un era di giustizia e di pace. Un altro momento storico importante è stato l'assegnazione del Nobel per la pace a tre donne dell'Africa, tutte attiviste dei movimenti per la democrazia: Ellen Johson Sirleaf, la prima donna presidente di uno Stato africano, Leimah Gbowee, militante pacifista che ha contribuito alla fine delle guerre civili in Liberia e Tawakkol Barman, attivista yemenita per i diritti umani. Con l'assegnazione di questo Nobel, Oslo ha voluto riconoscere e rafforzare il ruolo delle donne nei Paesi in via di sviluppo e garantirne i diritti.
In occasione del Corso interdisciplinare 2011-2012, sul tema: "Diritti umani ed educazione. Le molte vie del prevenire", le Figlie di Maria Ausiliatrice della Facoltà "Auxilium" hanno tenuto lo scorso 3 dicembre una tavola rotonda alla quale hanno partecipato il prof. Michele De Beni, pedagogista e psicoterapeuta, Carola Carazzone , responsabile dell' Ufficio Diritti Umani del VIS (Volontariato Internazionale per lo Sviluppo) e Presidente della stessa ONG e Don Domenico Ricca, cappellano del carcere minorile « Ferrante Aporti» di Torino e Presidente della Federazione Salesiani per il Sociale. Ecco alcuni stralci dei loro interventi.
«La difesa dei Diritti Umani - ha detto Michele De Beni- (è) espressione di una pedagogia positiva che orienta la persona a porsi in atteggiamento di tutela del debole; la promozione dei Diritti Umani, intesa come impegno nel creare consapevolezza di ciò che comporta lo schierarsi a favore dei Diritti Umani; infine, l' educazione ai Diritti Umani, concepita come dovere di promuovere il protagonismo del soggetto il quale, aiutato a riflettere e cooperare, entra in coerente azione con le conoscenze acquisite» .
«Quando si parla di Diritti Umani - ha esordito Carola Carazzone - è facile confonderli con i diritti soggettivi, oppure mascherare come diritti umani arroganze e privilegi, rivendicazioni di superfluo e semplici interessi, talvolta anche di parte» «È necessario pertanto - ha continuato la relatrice - che i Diritti Umani non solo entrino dentro l'educazione, ma si diffondano attraverso l'educazione e per l'educazione»
Don Domenico Ricca ha sottolineato che «la crisi è spirituale. Di fronte a questo il Sistema preventivo di don Bosco ci orienta a individuare le strategie per trasformare la minaccia in opportunità» .
«Le azioni efficaci - ha concluso - sono sempre quelle attuate insieme, in convergenza di intenti e di progetti. È necessario, però, schierarsi e prendere posizione di fronte alla realtà che ci interpella, esprimendo quell'atteggiamento ricco di speranza e di fiducia che caratterizza il Sistema preventivo di don Bosco».
Tornando al significato di questa giornata possiamo, dunque concludere che ognuno di noi ha il dovere di impegnarsi per raggiungere il fine ultimo della Dichiarazione: uguaglianza di diritti per ogni essere umano. Inoltre, contrastare ogni forma o atteggiamento che violi i diritti fondamentali della persona è un compito oggi prioritario e inderogabile e si comincia proprio nell'ambiente in cui siamo chiamati ad operare dando una testimonianza di operato coerente con i pricipi di giustizia, onestà, rispetto e soprattutto amore.
Tweet



