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19.12.2011

Questo 2011 che volge al termine, sembra non volerci risparmiare gli ultimi eventi tragici di un anno, senza dubbio difficile e con tante incognite e problemi da risolvere, sia a livello europeo che mondiale.

Ancora una volta il sud delle Filippine viene colpito da una violenta tempesta tropicale, Washi che avrebbe già causato la morte di almeno 682 persone, numero destinato, purtroppo ad aumentare. I dispersi finora accertati sono 808 e 35 mila gli sfollati. Parecchi villaggi sono rimasti isolati ed è impossibile far giungere i soccorsi. Cagayan de Oro, uno dei principali porti dell'isola e Iligan, tra le città più colpite. Danni e morti anche nella provincia di Bukidnon e nell'isola di Negros. Il sindaco di Iligan, Lawrence Cruz, in un'intervista rilasciata ai giornalisti, ha parlato della "peggiore alluvione della nostra storia". La tragedia si è consumata di notte e la gente non ha avuto il tempo di mettersi in salvo. Tra le vittime anche tanti bambini. Uno scenario di morte e distruzione è quello che si presenta agli occhi dei sopravvissuti: corpi senza vita tra macerie e abitazioni interamente distrutte e, la corsa per salvare chi è ancora intrappolato nel fango, si fa sempre più frenetica.
Il papa dopo la preghiera dell'angelus di ieri ha voluto ricordare le vittime: «Desidero assicurare la mia vicinanza alle popolazioni del sud delle Filippine colpite da una violenta tempesta tropicale. Prego per le vittime, in gran parte bambini, per i senzatetto e i numerosi dispersi».

Piazza Tahrir, al Cairo, è stata nuovamente teatro di scontri, iniziati tra la notte di venerdì e la mattinata di sabato, tra attivisti ed esercito. Finora il bilancio degli scontri è di dieci morti e più di 500 feriti. Alcuni video girati dagli stessi manifestanti mostrano le violenze degli agenti su alcuni manifestanti.  

A Mosca il bilancio delle vittime causate dal ribaltamento della piattaforma petrolifera della Gazflot, società del gruppo Gazprom, affondata nel mare di Okhotsk, nell'estremo oriente russo, è finora di 16 vittime. È stato l'impatto con alcuni blocchi di ghiaccio, durante una tempesta a causare l'apertura di una falla che ha trascinato la piattaforma a picco nel mare a 200 chilometri al largo dell'isola Sakhalin. Tra i 37 dispersi, solo quattordici persone sono state tratte in salvo e le probabilità di trovare dei superstiti sono ormai minime. Pare che non ci siano rischi di inquinamento per la fuoriuscita di greggio, dal momento che l'incidente è avvenuto durante una fase di esplorazione della piattaforma.

Di fronte a eventi dolorosi come questi, le parole di Benedetto XVI in occasione del prossimo messaggio per la giornata mondiale della pace che si celebra il primo gennaio di ogni anno, sono per tutti un motivo di speranza, nonostante tutto il dolore del mondo:
''Vi invito - aggiunge Benedetto XVI - a guardare il 2012 con questo atteggiamento fiducioso. E' vero che nell'anno che termina e' cresciuto il senso di frustrazione per la crisi che sta assillando la societa', il mondo del lavoro e l'economia; una crisi le cui radici sono anzitutto culturali e antropologiche. Sembra quasi che una coltre di oscurita' sia scesa sul nostro tempo e non permetta di vedere con chiarezza la luce del giorno''. ''Tale attesa - spiega ancora Ratzinger - e' particolarmente viva e visibile nei giovani, ed e' per questo che il mio pensiero si rivolge a loro considerando il contributo che possono e debbono offrire alla societa'''.






 
 
           

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