Nella Repubblica Democratica del Congo a Natale si prega per la pace

21.12.2011

La storia della Repubblica Democratica del Congo è segnata spesso da anni di guerra civile. Dal 1960 (anno dell'indipendenza) a oggi la popolazione del ricco paese centro africano non ha mai avuto un periodo di pace duraturo. Sarà anche per questo che quando suor Leontine Sonyi di Lubumbashi ci racconta di come le fma congolesi si preparano al Natale risponde che «In questo tempo di preparazione al Natale, l'unica preghiera e sensibilizzazione che si fa è la ricerca della pace».

Una pace che si fa attendere e che purtroppo sembra sempre più lontana soprattutto adesso che le elezioni dello scorso 28 novembre vengono messe in discussione da tre degli undici candidati alle presidenziali. È stata infatti contestata la rielezione del presidente Joseph Kabila, che si è aggiudicato il 48% dei voti. I tre candidati Léon Kengo wa Dondo, Antipas Mbusa e Adam Bombole, chiedono una nuova votazione accusando brogli elettorali. Non è semplice stabilire se ci sono stati o meno disordini durante la prima, e unica, tornata elettorale. Il territorio del DR Congo è vasto 2 milioni di chilometri quadrati e i collegamenti sono, in alcune zone, estremamente carenti. Molti elettori aventi diritto al voto hanno dichiarato di non aver trovato i loro nomi negli elenchi e lo stesso Etienne Tshisekedi, arrivato secondo con il 32% dei voti, da mesi denuncia irregolarità nelle procedure di preparazione al voto.

Non sono mancate né le proteste a volte violente da parte della popolazione né i disordini e saccheggi nel centro sud del paese da parte degli indipendentisti del Katanga. Nonostante gli scontri suor Leontine afferma che «il clima che regna nel nostro Paese in questo tempo è quello della ricerca della pace. Tutti, giovani e adulti, siamo alla ricerca della pace. La popolazione ha bisogno di un governo che porti la pace e che dichiari guerra alla corruzione, il primo grande ostacolo allo sviluppo del paese». Questo momento storico per le fma e per i congolesi tutti «è un periodo di grande incertezza, non sappiamo come andrà a finire e l'invito che facciamo è quello di pregare per la pace e lottare contro le violenze di ogni genere, soprattutto tribale e culturale».

Articolo apparso sul sito delle Figlie di Maria

 






 
 
           

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