Giornata Mondiale delle Migrazioni 2012

14.01.2012

La celebrazione della Giornata Mondiale del migrante e del rifugiato che ha come tema: “Migrazioni e nuova evangelizzazione” è un invito a solidarizzare con quanti vogliono essere riconosciuti e tutelati come ‘soggetto’ di diritti e  come ‘risorsa' da valorizzare.

Non possiamo tralasciare l’aspetto pedagogico di questa giornata che è un’esortazione a riconoscere l’altro nella sua diversità, unicità e creatività individuale e un invito al dialogo interpersonale che crea spazi di condivisione, di partecipazione attiva e di convivenza democratica. Una politica di vera accoglienza, infatti, favorisce la circolazione e lo scambio di idee e competenze che aprono agli attori coinvolti nuove opportunità di lavoro e prospettive di sviluppo.

Nel suo messaggio Benedetto XVI si rivolge in particolare a tre categorie di migranti:

“I rifugiati che chiedono asilo, fuggiti da persecuzioni, violenze e situazioni che mettono in pericolo la loro vita” e che “hanno bisogno della nostra comprensione e accoglienza, del rispetto della loro dignità umana e dei loro diritti, nonché della consapevolezza dei loro doveri”.


I “lavoratori migranti e le loro famiglie sono l’altra categoria di persone a cui fa riferimento il pontefice e ai quali occorre garantire “la promozione di nuove progettualità politiche, economiche e sociali, che favoriscano il rispetto della dignità di ogni persona umana, la tutela della famiglia, l’accesso ad una dignitosa sistemazione, al lavoro e all’assistenza”.

L’ultima categoria include invece i “numerosi studenti internazionali, che affrontano problemi di inserimento, difficoltà burocratiche, disagi nella ricerca di alloggio e di strutture di accoglienza”. Questi giovani “hanno bisogno di punti di riferimento e coltivano nel loro cuore una profonda sete di verità”.

Oltre alla valenza sociologica ed economica, il fenomeno delle migrazioni ha anche un aspetto religioso. “L’immigrazione sta cambiando la Chiesa, che è chiamata a valorizzare delle risorse cattoliche che provengono da altri Paesi del mondo, almeno 100, dove vi sono un milione di cattolici. Sta cambiando la Chiesa che è chiamata a dialogare con le esperienze cristiane differenti, ma anche con esperienze religiose differenti. In questo senso, allora, il tema è connesso strettamente allo sforzo che la Chiesa in Italia, ma tutta la Chiesa universale, stanno compiendo in questo anno per rinnovarsi sulla base di nuovi strumenti e di una nuova evangelizzazione” e che include una “forte collaborazione tra Chiese di origine, di transito e di accoglienza”.

Il Pontefice invita in particolar modo le Università ad essere "luogo di testimonianza e d'irradiazione della nuova evangelizzazione, seriamente impegnate a contribuire, nell'ambiente accademico, al progresso sociale, culturale e umano, oltre che a promuovere il dialogo fra le culture, valorizzando l'apporto che possono dare gli studenti internazionali".

Infine anche “la stampa e gli altri mezzi di comunicazione – scrive ancora Benedetto XVI - hanno un ruolo importante nel far conoscere, con correttezza, oggettività e onestà, la situazione di chi ha dovuto forzatamente lasciare la propria patria e i propri affetti e desidera iniziare a costruirsi una nuova esistenza”.

Dopo l'Angelus il pontefice sempre in occasione della Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato ha ricordato ancora che "milioni di persone sono coinvolte nel fenomeno delle migrazioni" ma gli immigrati "non sono numeri", sono "uomini e donne, bambini, giovani e anziani che cercano un luogo dove vivere in pace." 






 
 
           

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