“Sostegno alimentare per la popolazione di Jacmel, Pétion Ville e Port au Prince”
17.01.2012A due anni da quel tragico 12 gennaio 2010 quando un terribile terremoto colpì la città di Port-au-Prince provocando la morte di circa duecentoventi mila persone e trecentomila feriti, la comunità internazionale si interroga sui perché di un così lungo e lento cammino di ripresa. Secondo uno degli ultimi report pubblicati da Oxfam International, 630 mila persone vivono ancora oggi nelle tendopoli senza strade e infrastrutture di base, mentre il 70% della popolazione non ha ancora un lavoro. La maggior parte delle famiglie soffre di malnutrizione ed è a rischio per la continua minaccia di epidemia, tra cui il colera.
Per molti la ricostruzione di Haiti è solo un'utopia ma Nigel Fisher, il rappresentante del segretariato delle Nazioni Unite a Haiti in una delle sue ultime dichiarazioni rilasciate a fine novembre 2011, ha espresso il suo ottimismo e ribadito che sono stati fatti dei passi avanti nonostante la ferocia di una calamità naturale che ha colpito uno di paesi più poveri delle isole caraibiche. Secondo il coordinatore umanitario dell'ONU sono stati creati 100'000 alloggi provvisori e messe al sicuro o costruite 21'000 case. "Possiamo dire - ha osservato. - che la risposta umanitaria è stata coronata da successo". Sogno o realta? Oggi più che mai ci chiediamo se si poteva fare di meglio e di più.
Ma il cammino per uscire da questa emergenza rimane lungo e non privo di difficoltà. Lo sa bene chi lavora in prima linea in situazioni drammatiche dove la normalità è ancora ben lontana dalla cosiddetta realtà!
A credere nella possibilità di una ripresa per attuare un cammino di riscatto per la popolazione di Haiti, sono le Figlie di Maria Ausiliatrice e Suor Jean Louis Dieudonne dell'ispettoria di N.S. del Perpetuo Soccorso (HAI) a Port-au-Prince. (Visita il sito delle Figlie di Maria Ausiliatrice di Haiti). Sarà proprio lei a parlarci della sua esperienza in quanto responsabile tecnica del progetto: "Sostegno alimentare per la popolazione di Jacmel, Pétion Ville e Port au Prince", Haiti vittima del terremoto", iniziato nel mese di maggio 2011. "La ricostruzione è lenta, alcuni edifici pubblici e alcune Chiese non sono state ancora ricostruite e le Università e le scuole lavorano ancora all'interno di prefabbricati, migliaia di tende sono ancora sparse nei giardini e nelle piazze pubbliche. Ma qualche segno di ripresa c'è e alcune azioni sono ormai evidenti, grazie anche alla campagna di ricostruzione portata avanti dal Presidente Michel Martelly" eletto nell'aprile scorso, ma insediatosi ufficialmente il 15 maggio 2011. Questi ha sempre dichiarato che uno stato moderno deve riconoscere il primato di un'educazione scolastica e sanitaria e che "i cambiamenti di Haiti passano per l'educazione di tutti". Circa 900mila bambini, di otto dipartimenti su dieci, grazie anche al programma "Scolaritation Universelle gratuite et obligatoire", vanno a scuola gratuitamente. "Anche la nostra scuola Maria Ausiliatrice a Cap-Haitien - continua suor Dieudonne - partecipa al programma e accoglie nel doposcuola più di 200 bambini".
L'epidemia di colera, scoppiata nel novembre 2010 e che fatto già 7'000 vittime e contaminato circa mezzo milione di persone, si ripercuote pesantemente sulle condizioni igienico-sanitaro del paese dove solo il 2% della popolazione può usufruire di acqua potabile.
L'obiettivo generale del progetto è di contribuire al ripristino e al mantenimento di un sano stato nutrizionale e di salute della popolazione haitiana e in particolare di circa 4.000 persone di cui il 60% sono minori.
Il progetto prevede anche la costituzione e la formazione di un'equipe di lavoro attraverso degli incontri formativi che illustrano le singole attività, le metodologie d'azione e i tempi di raggiungimento degli obiettivi.
Un'analisi accurata dell'attuale contesto ci ha permesso - spiega la suora salesiana - di individuare i bisogni più urgenti e di indirizzare aiuti concreti verso le persone colpite dal sisma. In base a un calendario ben dettagliato di ogni sede operativa, vengono puntualmente distribuiti prodotti alimentari: olio, zucchero, riso, farina, carne e tonno in scatola, latte, acqua in bottiglie e un kit igienico-sanitario contenente: 1 sapone per l'igiene personale, disinfettante, 1 asciugamano, 1 sapone per bucato, in modo da tutelare la salute di uomini, donne e bambini.
Oltre all'emergenza terremoto, dall'ottobre scorso, per dare lavoro a più persone possibili, sono state promosse attività specifiche e generatrici di reddito attraverso l'individuazione di aree agricole coltivabili atte alle operazioni di semina e di raccolto. Privilegiate le sedi rurali di Ouanamin e di Hinche, al confine del paese dove si regista un alto tasso di povertà. Raggiungere la sicurezza e l'autonomia alimentare e il rafforzamento della produzione agricola è una priorità di Haiti e anche nostra - aggiunge suor Jean Louis Dieudonne, che da sempre puntiamo al benessere della nostra gente.
Nonostante la grande lentezza nel ritorno alla normalità, la speranza che inculchiamo nella gente non vuol dire ‘magia' ma impegno, fiducia che le cose cambieranno per il meglio e ottimismo per fronteggiare i disagi e le difficoltà di ogni giorno. Sogno o utopia? No, è solo una forma di sano realismo che ci permette, di essere vicini a loro, di accompagnarli, di sostenerli, d'infondere la tenacia di potersi e volersi risollevare in tempi più o meno brevi - fa sapere suor Jean Louis.
Non è sostituendoci a loro che li sosteniamo ma incoraggiandoli a sviluppare risorse e capacità. Non è creando una condizione di dipendenza e debolezza che li aiutiamo a uscire dal tunnel della rassegnazione e dell'inerzia ma spronandoli a combattere contro l'apatia che immobilizza e impedisce di essere vincenti nelle avversità. Dunque è un rimboccarci le maniche perché da questa immane catastrofe non ci siano solo sconfitte ma anche piccole vittorie. Scelte che richiedono da parte di tutti noi uno sforzo quotidiano per affrontare le sfide di tutti i giorni. Pensare di fare grandi cose mentre c'è ancora tanto da realizzare potrà fare da remora ai nostri sforzi di migliorare la vita di questa gente che ancora oggi è tra le più povere del pianeta. Sgombrare le strade da tutti i cumuli di macerie che ancora dominano questo panorama di morte e distruzione é quasi impossibile, dare una casa o un lavoro sicuro a tutti in un panorama politico e sociale instabile e complesso non è certamente facile ma possiamo, invece cominciare dal nostro piccolo aiutando la gente a compiere dei piccoli passi che possono fare la differenza. È la pazienza del piccolo seme che nascosto nelle viscere della terra prima o poi darà i suoi frutti. Pensare di realizzare un disegno così grande da soli è quasi un'impresa titanica, lo sappiamo bene ma so che insieme possiamo farcela. Basta crederci!
Pubblichiamo ora la lettera di ringraziamento che le suore di Port-au-Prince hanno inviato alla sede del VIDES-ITALIA, perché grazie a voi - scrivono le suore - oggi tanti bambini possono sorridere:
"Grâce à l'aide du Gouvernement Italien à travers VIDES ITALIA, plus de 4000 enfants démunis de huit(8) centre éducatifs des Sœurs Salésiennes en Haïti bénéficient depuis le mois d'octobre 2011 d'un soutien alimentaire jusqu'en septembre 2012.
Du 20 au 23 décembre dans tous ces centres, des milliers de kits alimentaires et hygiéniques ont été distribués aux enfants faisant ainsi des heureux à l'approche des fêtes de Noel et du Nouvel An connues en Haïti sous l'insigne de « Fêtes de la Solidarité »
C'est tout l'Institut des Filles de Marie Auxiliatrice, notamment les Sœurs Salésiennes en Haïti, les familles et les enfants qui expriment leur gratitude à l'endroit du Gouvernement Italien qui finance ce projet et VIDES ITALIA qui le porte de l'avant avec le Bureau de Développement des Sœurs à Port-au-Prince.
Merci pour votre solidarité avec HAITI et surtout avec les plus pauvres.
Nous souhaitons à vous tous un :
UNE HEUREUSE ANNEE 2012
dans la paix, la joie et la solidarité renouvelée".


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