Per due studenti cinesi, un traguardo da sogno…
03.07.2012VIDES BOLOGNA
Yifei e Tong, due studenti cinesi che seguono il corso d'italiano per stranieri già da tre anni presso la sede del VIDES BOLOGNA, ce l'hanno fatta, alla fine! Due allievi diligenti - commenta suor Bice Guiducci, delegata VIDES BOLOGNA - che si sono contraddistinti per responsabilità, costanza nello studio, particolare attitudine all'apprendimento della lingua italiana, uno spiccato senso del dovere congiunto a grande entusiasmo. Il loro impegno è stato premiato con il conferimento dei titoli di laurea rispettivamente in Economia e Informatica, all'Università "Alma Mater" di Bologna. Poiché sono intenzionati a ottenere la laurea magistrale, si sono detti pronti a continuare a seguire le lezioni di italiano presso il Vides, perchè - hanno commentato - c'è sempre qualcosa da imparare. Amici, conoscenti, volontari e soprattutto le suore salesiane dell'Istituto "Maria Ausiliatrice" si sono congratulati con i due neolaureati per il traguardo raggiunto e noi tutti del Vides Bologna, scrive Maria Grazia - siamo contenti per loro!
Raggiungere questo prestigioso traguardo nei migliori dei modi - hanno sottolineato i due giovani - è stata un'esperienza unica e coinvolgente, una bella soddisfazione che rimarrà per sempre nel cuore e nella mente. Ancora vividi nella nostra memoria le notti insonni passate a studiare e quella strana sensazione di formicolio nello stomaco prima della discussione della tesi di laurea, nonché l'adrenalina che ci ha permesso di superare la paura dell'ignoto e realizzare uno dei nostri sogni nel cassetto.
Che grande soddisfazione, dunque, per questi ragazzi - commenta suor Bice - che hanno superato brillantemente tutti gli ostacoli di una lingua morfologicamente diversa e sintatticamente complessa. Un idioma per noi incomprensibile che riflette, secondo alcuni stereotipi, l'immagine di una cultura indecifrabile appartenente a una comunità "impenetrabile". Il cinese, infatti, viene definita una lingua "isolante" e la scrittura cinese è l'unica logografica al mondo, prevalentemente monosillabica dove le parole sono rappresentate da "segni grafici" mentre la funzione grammaticale di ogni stessa parola dipende dalla posizione che occupa all'interno della frase. Nella scuola elementare un bambino cinese dovrà imparare nel primo anno cento caratteri, nel secondo duecento, nel terzo trecento, in quarta seicento e ottocento in quinta. Al termine della scuola dell'obbligo che copre l'arco di 9 anni, il bambino dovrà sapere tra i 2500 e i 3000 caratteri di scrittura. Questo spiega le difficoltà che uno studente sinofono incontra nell'imparare l'italiano e come i tempi di apprendimento sono certamente più lunghi.
La collaborazione tra Italia e Cina si consolida sempre più com'è dimostrato dalla recente visita del Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca prof. Francesco Profumo che si è incontrato con gli studenti del Convitto Nazionale di Roma "Vittorio Emanuele II", Liceo Scientifico Internazionale con Opzione Lingua Cinese, Pechino. A salutarlo c'era anche un gruppo di studenti cinesi di lingua italiana dell'ateneo pechinese. Il Ministro Profumo "ha incoraggiato i giovani a proseguire in questa loro lungimirante scelta di costruire il proprio percorso formativo basandolo sulla mobilità scolastica e sullo studio dell'italiano e del cinese come lingue straniere, che facilita la comprensione reciproca tra studenti, consentendo un più profondo scambio culturale tra i due Paesi".
Un accordo di cooperazione nel campo dell'istruzione è stato recentemente firmato tra i funzionari del Ministero della Pubblica Istruzione di Cina e Italia. Esso è finalizzato a incrementare nei due rispettivi paesi la cooperazione e gli scambi nel settore dell'istruzione e della ricerca e a promuovere l'insegnamento della lingua. Nel 2011 sono stati circa 9.000 gli studenti cinesi di ogni livello d'istruzione che hanno scelto di studiare in Italia e più di 3.000 gli studenti italiani in Cina. Gli scambi culturali ed economici, perciò ci permettono di conoscere più da vicino questa cultura, di apprezzarne le tradizioni, lo spirito di sacrificio, la riservatezza e la laboriosità del suo popolo.
La forte coesione esistente tra i vari membri delle comunità cinesi che può sembrare un atteggiamento di chiusura non è altro che l'espressione di una volontà tenace e determinata a mantenere vive le proprie tradizioni culturali per trasmetterle alle generazioni più giovani.
In una società multiculturale l'apprendimento di una lingua rappresenta, dunque, un'occasione favorevole per lanciare segnali di accoglienza, apprezzamento e di apertura verso tutto ciò che è nuovo e diverso. Il Vides garantisce le priorità di un maggiore inserimento sociale sul territorio anche attraverso corsi di lingua italiana che aiutino le persone straniere, a essere autonomi linguisticamente e a compiere i primi passi verso l'integrazione. Perché non avere voce, equivale a non avere diritti, significa alimentare sentimenti di rifiuto e diffidenza verso persone, valori e comportamenti diversi. Comunicare equivale, invece, a relazionarsi con l'altro in maniera responsabile, a trasmettere ad un'altra persona "una conoscenza, un sentimento, un pensiero". Imparare un'altra lingua è anche un processo affettivo che ci permette di conoscere l'altro e di farci conoscere, di realizzarci, di pensare e di dialogare per condividere l'inizio di una nuova esperienza di vita.
"Quando la lingua del Paese che ospita finalmente appartiene, come una "Lingua Madre" sa prendere per mano guidando e diventando strumento espressivo e voce di chi in genere non ne ha in un processo d'integrazione culturale e d'arricchimento reciproco".
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