"Tierra madre feconda para todos"
09.03.2009
"Terra madre feconda per tutti". È il titolo del documento emanato dalla Conferenza episcopale boliviana per sostenere la battaglia dei campesinos. In Bolivia l'agricoltura costituisce la principale forma di sostentamento per circa il 58% della popolazione. Circa il 93% delle terre coltivabili, sono però in mano a latifondisti e imprese straniere, mentre solo il 7% è ripartito tra i campesinos (contadini) delle comunità rurali. La vita dei campesinos è ancora legata in maniera indissolubile alla terra, che è lavorata solo in cambio di cibo.
Una totale assenza di forme di tutela per i lavoratori e l'azione speculativa dei grandi latifondisti, non consente alla popolazione locale di trarre beneficio dal proprio, lavoro, e in tali condizioni diventa sempre più difficile per la gente del posto sopravvivere.
A questa situazione si sono opposti non solo i vari movimenti di tutela dei diritti dei campesinos, ma anche la Conferenza episcopale boliviana, che aveva espresso il suo monito nel documento Tierra Madre feconda para todos.
Per ottenere una legge che permettesse la ridistribuzione equa delle risorse del paese, centinaia di campesinos si misero in marcia. In un mese i marcisti divennero circa duemila, sostenuti da organismi ecclesiali e dagli abitanti del luogo. La marcia ebbe un grosso impatto politico che portò all' approvazione delle modifiche alla legge e nonostante esse siano ancora sulla carta, esse rappresentano un traguardo importante per migliaia di campesinos e le loro famiglie.
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