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Lunedì, 19 Luglio 2021 10:44

LE ATTIVITA' SUL TERRITORIO: IN VENETO "A SCUOLA DI ITALIANO"

 

Io vedo che, quando allargo le braccia, i muri cadono.

Accoglienza vuol dire costruire dei ponti e non dei muri.

(Don Andrea Gallo)

 

VIDES, una sola parola abitata dal mondo intero ... A porte aperte, mani tese, braccia accoglienti e in ascolto. Sempre! 

Oggi scopriamo un'altra attività del VIDES VENETO, raccontata da quella che non possiamo non definire l'anima del VIDES: i suoi volontari!

 

Buongiorno a tutte e a tutti,

mi chiamo Cadigia Hassan, sono Italo-Somala, da anni vivo a Padova. Dallo scorso anno insegno e coordino i Corsi Vides di italiano L2 per migranti. Nel 2020/2021, anno della pandemia, la nostra attività di scuola di italiano ha accolto 140 migranti provenienti da 46 Paesi e da 4 continenti. A nome del Vides Veneto porto la testimonianza di quest'ultimo anno attraversato dall’incertezza e dall’angoscia, ma anche ricco di sfide, di traguardi su cui puntare, di tanta buona volontà, amicizia, solidarietà, occhi luminosi e sorrisi aperti, per lo più donati e ricevuti senza mascherina poiché tutti gli incontri con i volontari e le lezioni di italiano sono avvenuti quasi esclusivamente online. Infatti i nostri studenti sono stati distribuiti on line in 20 corsi con circa 40 docenti volontari.

Dico “QUASI esclusivamente” perché tra settembre e ottobre siamo riusciti a ricevere in presenza gli studenti per le iscrizioni ai corsi e a novembre a organizzare con alcuni di loro due visite guidate della città di Padova e della basilica di Sant’Antonio. È stato emozionante, dopo i lunghi mesi del primo lockdown, poterli rivedere di persona (pur con i debiti distanziamenti) e incontrare chi per la prima volta si avvicinava alla nostra realtà, conosciuta attraverso un parente, un amico, attraverso internet, o il semplice tam-tam del passaparola.

La pandemia ha scartato un po’ tutti, limitando la nostra libertà di movimento, le abitudini, le relazioni, per molti la salute, per molti altri la vita stessa. C’è chi l’ha definita “democratica” o “livellatrice” e per un certo senso lo è: il virus non guarda nessuno in faccia, non fa distinzione di colore di pelle, ceto sociale, religione, credo politico. Per altri versi, la pandemia stessa ha fatto emergere i grandi dislivelli sociali e culturali: e noi pensavamo soprattutto a chi, durante il lockdown, si è dovuto arrabbattare in uno spazio sovraffollato, a chi non aveva i mezzi materiali e cognitivi per studiare online, a chi si è sentito ancora più scartato nel proprio isolamento.

Come Vides abbiamo riflettuto su questo, consapevoli che “tendere la mano” verso l’altro, che sia per aiutarlo ad alzarsi o per invitarlo a fare con noi un cammino di fede, amicizia, solidarietà e reciproco riconoscimento, sia un principio fondamentale per ogni cristiano, come più volte nel Vangelo ci ha insegnato Gesù con il suo esempio.

Sollevare ha una duplice accezione: “alzare da terra”, ma anche “alleviare” da un problema, un peso, un macigno e quindi – in senso figurato - consolare, confortare, incoraggiare, rincuorare. “Sollevare chi è scartato” passa prima attraverso un riconoscimento dell’altro, del suo stato di bisogno, delle sue difficoltà, anche quando non chiede aiuto o non sa come richiederlo. Significa abbassarci a terra per incontrare il suo sguardo, guardare l’umanità in faccia, stabilire un contatto che vada oltre le barriere sociali e culturali, e in questo sollevamento vi è la reciprocità di entrambi: l’uno diventa due, l’essere solo diventa un essere e fare insieme, lo scarto si tramuta in accoglienza e ci si trova a provare a diventare artigiani di pace e fraternità.

Abbiamo iniziato l’anno scolastico appena concluso, partendo da noi volontari, attraverso dei momenti di formazione, un corso di inglese per principianti e un corso di alfabetizzazione digitale rivolto a quei volontari a cui la didattica a distanza spaventava per la mancanza di una competenza informatica (e per questo ringraziamo Yuliya che da poco ha concluso l’anno di Servizio Civile Internazionale presso di noi, e le altre super competenti volontarie). Ci siamo poi rivolti ai nostri studenti, supportandoli sia nell’utilizzo delle piattaforme digitali, sia con la flessibilità degli orari di lezione, in modo da venire incontro alle diverse esigenze familiari e lavorative (abbiamo organizzato una classe la domenica mattina con una sola signora il cui lavoro di badante non le permetteva di frequentare in altri momenti).

Seguendo il motto “Nessuno indietro”, abbiamo continuato ad accogliere nuovi iscritti fino alla fine di marzo, organizzando dei corsi aggiuntivi di recupero, in preparazione ai test finali. Per un minore appena arrivato in Italia, abbiamo organizzato un corso individuale con un’insegnante di origine libanese, in grado di colloquiare con lui in lingua araba.

 La tecnologia ci ha permesso di condividere anche momenti di festa e di convivialità, e gli auguri di Natale e di Pasqua sono stati ricchi di commoventi contributi da parte di studenti e insegnanti.

La didattica a distanza ci ha da un lato limitati nelle interazioni, ma dall’altro lato ci ha consentito di ampliare i nostri orizzonti, consentendo a molti studenti di seguirci da fuori provincia, regione e addirittura dall’estero (Francia, Brasile, Haiti, Sud Africa, Nigeria, India), al punto che dal prossimo anno scolastico abbiamo deciso di proporre la modalità didattica duale (in presenza e a distanza) per soddisfare tutte le esigenze di tempo e di spazio, sia degli studenti che dei volontari.

Il nostro impegno nell’insegnamento dell’italiano L2 sta proseguendo anche adesso in questo periodo estivo, con corsi intensivi online, dal livello A0 al livello B2, partiti lo scorso 5 luglio, ai quali si sono iscritti 60 studenti, sia interni che esterni al Vides.

Le lezioni on line si svolgono al mattino, al pomeriggio o alla sera, con possibilità di scelta degli studenti, a seconda degli impegni personali e con tanta disponibilità da parte dei volontari. Il nostro impegno prosegue anche con un corso di italiano in presenza, rivolto a 14 adolescenti stranieri del CFP e del liceo Don Bosco di Padova, che si tiene, per tutto il mese di luglio, in un’aula del CFP Don Bosco di via Orsini.

Vi ringraziamo per aver ascoltato la nostra testimonianza: un piccolo esempio, tra milioni di altri esempi più significativi e virtuosi, per costruire ponti che uniscono e fanno incontrare il volto di un’umanità che è nostro fratello e nostra sorella in Cristo Gesù, nello spirito della “Fratelli tutti”.

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Cadigia Hassan (VIDES VENETO)

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CHI SIAMO

Il VIDES crede nell’intuizione di Don Bosco e di Madre Mazzarello che sia possibile educare i giovani ad essere protagonisti della propria realizzazione, riconoscendo particolare valore all’educazione, promozione e formazione, onde assicurare loro uno sviluppo adeguato ai tempi e al progresso tecnologico nella società.

CONTATTI

 

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