BILANCIO SOCIALE VIDES 2025
Costruire mappe di speranza: il nostro BILANCIO SOCIALE 2025
C'è un momento, nella vita di chi fa volontariato, in cui i numeri smettono di essere numeri. Diventano il viso di una bambina etiope che per la prima volta stringe un quaderno tra le mani. Diventano le braccia di un'agricoltrice sudanese che, dopo un corso di formazione, guarda il proprio campo con occhi nuovi. Diventano la voce di Alessia, volontaria del Servizio Civile a Tor Bella Monaca, che racconta: "Dietro ogni comportamento c'è una storia che merita rispetto".
Il nostro Bilancio Sociale 2025 è pieno di dati -perché la trasparenza è un dovere verso chi ci sostiene- ma non è di dati che vogliamo parlarvi. Vogliamo raccontarvi le persone.
Chi siamo
Da quasi quarant'anni, ispirandoci all'intuizione di Don Bosco e Madre Mazzarello, crediamo che educare sia - per usare le parole di Papa Leone nella sua Esortazione apostolica - "un mestiere di promesse": si promette tempo, fiducia, competenza; si promette il coraggio della verità e il balsamo della consolazione. È una promessa che il Vides Odv rinnova ogni giorno, in Italia e nel mondo, attraverso chi la crede e la vive: 153 volontari, 478 giovani in Servizio Civile Universale, 8 dipendenti, e una rete di 37 associazioni territoriali radicate in tredici regioni.
Dove abbiamo portato questa promessa
In Sud Sudan, 611 nuclei familiari di donne agricoltrici sfollate hanno ritrovato, attraverso l'agricoltura sostenibile, non solo cibo ma autonomia e dignità.
In Libano, mentre il conflitto continuava a destabilizzare un paese già fragile, abbiamo garantito beni di prima necessità, supporto psicologico e un ambiente sicuro a migliaia di famiglie e bambini sfollati - perché la resilienza si costruisce anche con un pasto caldo e uno spazio protetto in cui tornare a essere bambini.
In Etiopia, dove solo un bambino su tre frequenta la scuola primaria, la nostra presenza a Zway sta contrastando malnutrizione e abbandono scolastico, un bambino alla volta.
In Sardegna, con i progetti ProMeCa, "L'educazione è cosa di cuore" e "Punto accessibile al bene", abbiamo accompagnato oltre 400 minori del Medio Campidano nel loro percorso di crescita, sostenendo insieme a loro le famiglie e le scuole.
E poi ci sono i 2.087 bambini sostenuti a distanza in 19 Paesi, ciascuno con un nome, un volto, una scheda che racconta la sua storia a chi ha scelto di accompagnarlo nella crescita.
Perché lo facciamo
Non crediamo che lo sviluppo si possa importare dall'esterno. Crediamo che debba nascere dalle comunità stesse - dalle loro capacità, dai loro sogni, dalla loro voglia di essere protagoniste del proprio futuro. Per questo ogni nostro progetto nasce insieme alle persone che intende accompagnare, non al posto loro.
Il Presidente Amedeo Piva lo scrive con chiarezza nella lettera che apre il nostro Bilancio Sociale: il nostro lavoro cerca di rispondere "all'urgente esigenza di costruire mappe di speranza che si contrappongano alle mappe di disperazione che le cronache di questo periodo storico ci consegnano ogni giorno".
Un grazie che è anche un invito
Tutto questo è stato possibile grazie a 12.112 donatori attivi e a 8.543 nuovi sostenitori che nel 2025 hanno scelto di crederci. A ciascuno di loro, e a chi vorrà unirsi da oggi, va la nostra gratitudine più sincera - perché ogni gesto, anche il più piccolo, diventa parte di una comunità reciproca in cui il dare e il ricevere si fondono in un'unica speranza condivisa.
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